Un lettore mi ha fatto presente che: “se fosse vera l’accusa di falso da (me) addebitata alla Prof.ssa Emanuela Marinelli, nell’ultimo mio articolo, ciò sarebbe un fatto veramente grave, dato che crollerebbe la sua tesi dell’origine dell’immagine sindonica riferibile ad un raggio luminoso che risulta fondata sull’unico sostegno del rapporto causale tra detta immagine e raggio luminoso, come, secondo lei, accertato dai fisici dell’ENEA di Frascati”.

          Purtroppo non si tratta di una mia invenzione, come più volte già messo in evidenza e che è sempre il caso di ribadire ancora una volta.

         Infatti: il Prof. Paolo Di Lazzaro, fisico dell’ENEA di Frascati,   nell’aprile 2025, nel suo studio “La Fisica indaga la Sindone”, che riproponeva quanto dallo stesso esposto in una sua lezione del precedente 8 febbraio 2025, tenuta all’interno del corso universitario “Intorno alla Sindone” presso l’Università Pontificia Salesiana”, pubblicato in

https://www.academia.edu/128968071/La_Fisica_indaga_la_Sindone , dopo aver fatto presente che scopo di tale studio era quello di “presentare in stile divulgativo una sintesi dei principali risultati degli studi scientifici sulla Sindone così come sono” e che nessuno “ ha ancora capito come sia stata realizzata l’impronta o è riuscito a riprodurla perfettamente, nemmeno usando le tecnologie più avanzate” è pervenuto,  all’inevitabile  conclusione, esplicitamente così testualmente messa in evidenza, che: “questi risultati non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”. Il Prof. Di Lazzaro, inoltre, aggiungeva, a solo titolo di suggerimento alla Chiesa Cattolica, di fare riferimento, al fine di risolvere l’enigma sulla formazione dell’immagine sindonica, ad un intervento soprannaturale da accogliersi, pertanto, solo per fede.

        Tali essendo le chiare ed inequivocabili conclusioni, così come succintamente sopra riportate, alle quali sono pervenuti i fisici dell’ENEA, riporto, qui di seguito, come le stesse, siano state riferite dalla Prof.ssa Marinelli, maldestramente falsificandole, a distanza di pochi giorni rispetto al suddetto chiarissimo studio del Prof. Di Lazzaro.

        La Prof.ssa Emanuela Marinelli, infatti, in un suo articolo, del 19 dello stesso aprile 2025, dal titolo “Nella Sindone tutto parla di Gesù di Nazaret” , pubblicato in    https://lanuovabq.it/it/nella-sindone-tutto-parla-di-gesu-di-nazaret  ha ritenuto di poter sostenere che “Il telo ha ricevuto una radiazione ortogonale che si può spiegare – come dimostrato dagli esperimenti condotti con il laser presso l’ENEA di Frascati – con una potente emissione di luce”, aggiungendo che “I fisici che hanno condotto gli esperimenti con il laser presso l’ENEA hanno ammesso che dai loro risultati si può pensare alla formazione dell’immagine con una luce come quella che Gesù sprigionò durante la Trasfigurazione”.

             In un altro precedente articolo del 4 ottobre 2021, dal titolo: “La Sindone mi ha guadato e non posso tacere”, in https://www.avvenire.it/agora/cultura/la-sindone-mi-ha-guardata-e-non-ho-potuto-piu-tacere_55331 , la Prof.ssa Marinelli aveva, inoltre, affermato che “tutto ci dice che la Sindone è l’immagine fotografica del Gesù storico, svelata al mondo agli albori del ’900, all’inizio dell’era dell’immagine, fissata sul telo da un’istantanea e potentissima emissione di luce come confermano le ultime ricerche dell’Enea di Frascati”. Tali conclusioni risultano, ancora oggi, sempre ribadite dalla Prof.ssa Marinelli in tutti i suoi scritti e conferenze.

         Di fronte ad una così, davvero  inaccettabile, situazione che mette in evidenza la chiara conclusione dei fisici dell’ENEA di Frascati sull’impossibilità di ritenere un raggio luminoso fonte dell’immagine sindonica, ancorché maldestramente distorta e ribaltata dalla Prof.ssa Marinelli, in assenza di altre valide ipotesi, non resta altra soluzione che quella di ricorrere ad un intervento diretto di Gesù, da accogliersi solo per fede.

         In altri termini, pur volendo ammettere che l’immagine sindonica potesse ritenersi prodotta come effetto naturale del suddetto raggio (ancorché di natura soprannaturale), secondo le leggi della fisica e, quindi, al di fuori di ogni intervento soprannaturale, detta ipotesi restava pur sempre subordinata  all’esistenza di valide prove che detta immagine si fosse prodotta come effetto del raggio luminoso.  Il caso in esame, alla luce di quanto su riferito, è, però, ben diverso, dato che qui la Prof.ssa Marinelli si è limitata ad indicare, come sua semplice ipotesi, quella del raggio luminoso simile a quello avvenuto nell’episodio della Trasfigurazione, senza offrire o indicare alcuna necessaria benché minima prova su detto rapporto di causalità, sicché, in presenza anche delle conclusioni dei fisici dell’ENEA, come correttamente sopra indicate, che hanno escluso la possibilità di individuare  in un raggio di luce (anche se riferito a quello della Resurrezione) la fonte dell’immagine, la sua ipotesi crolla rovinosamente nel nulla, proprio perché la stessa trova il suo unico ed esclusivo fondamento sul preteso presupposto delle conclusioni che avrebbero assunto i fisici dell’ENEA, così come dalla stessa Marinelli falsamente distorte.

         E’ fin troppo evidente, inoltre, che non ha, comunque, alcun senso la ricerca di individuare la natura della formazione dell’immagine sindonica (se, cioè, detta formazione, ipoteticamente avvenuta per mezzo di un raggio di natura soprannaturale, fosse da ritenersi naturale o soprannaturale) nell’accertata assenza di un rapporto di causa-effetto  tra raggio luminoso ed immagine.

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          Concludendo: appare davvero incomprensibile l’atteggiamento della Chiesa Cattolica, sempre preoccupata per la superficialità, di alcuni ricercatori sulla Sacra Sindone, di certe conclusioni che spesso non reggono ad un esame più attento del lavoro presentato, ribadendo l’invito a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato, nello scegliere, invece, nel poco edificante episodio su riferito, la diversa via del più assoluto silenzio. La Chiesa Cattolica, inoltre, continua, ancora oggi, ad osannare, attraverso propri sacerdoti, nelle chiese ed altri luoghi di culto, la Prof.ssa Emanuela Marinelli che persiste nel ritenere che l’origine dell’immagine sindonica sia da attribuirsi ad un raggio luminoso prodotto dal corpo di Gesù Risorto, senza offrire la benché minima prova, dato che la suddetta ipotesi si fonda solo ed esclusivamente sulla pretesa attribuzione ai Fisici dell’ENEA di Frascati di aver sostenuto che l’immagine sindonica si fosse formata come sopra dalla stessa  indicato, quando, invece, questi ultimi, dopo oltre dieci anni di ricerche e sperimentazioni, hanno concluso in senso diametralmente opposto. Pertanto, risulta definitivamente da accantonarsi la tesi ostinatamente  propagandata dalla prof.ssa  Marinelli, in quanto si basa su di una argomentazione,  assolutamente ed incontestabilmente falsa, come qualsiasi osservatore potrebbe facilmente rilevare, senza considerare il danno prodotto su schiere di fedeli che, facendo affidamento sul sostegno della Chiesa Cattolica alle tesi della Prof.ssa Marinelli, si convincono di individuare, nell’immagine sindonica, la prova fotografica della Resurrezione di Gesù Risorto, superando, così, il relativo dogma di fede.

              Non va, inoltre, sottaciuto che anche per altra via risulta impossibile qualsiasi tentativo di trovare una soluzione all’enigma sulla formazione dell’immagine sindonica, basata su di un preteso nesso di causalità, per qualsiasi motivazione (fisica, chimica o medica), tra detta immagine e la Resurrezione di Gesù. Infatti, sulla base di quanto come sopra fatto presente, costituendo necessariamente, di fatto,  l’immagine sindonica, per tale  ipotetico nesso causale,  effetto di prova della Resurrezione di Gesù, tale effetto risulterebbe assolutamente irrealizzabile in quanto in netto ed insormontabile contrasto con la chiara volontà del divino Autore di non lasciare prova della Sua Resurrezione.