Con riferimento alla delega rilasciata da Papa San Giovanni Paolo II al mondo scientifico di effettuare ricerche sulla Sacra Sindone, mi è stato fatto notare, da diversi lettori del mio ultimo articolo, che l’esclusione della natura soprannaturale della Sindone non è ormai più discutibile, dato che con la suddetta delega la Chiesa Cattolica, riconoscendo la propria incompetenza, aveva affidato al mondo scientifico ogni ricerca sull’origine dell’immagine ivi impressa.

         Tali affermazioni meritano, però, le seguenti necessarie precisazioni.

         1.Innanzi tutto, preliminarmente, devo insistere nel ribadire che il riconoscimento della natura soprannaturale di detta immagine sia già stata esplicitamente confermata dal suddetto Papa San Giovanni Paolo II,  come già fatto presene nel mio precedente articolo, in occasione della Sua visita a Torino per “venerare” la Sacra Sindone, il 24 maggio 1998, cioè molti anni prima delle modifiche introdotte sulle norme per il suddetto riconoscimento da Papa Francesco, in  vigore a partire dal 2024.

          2.Inoltre, purtroppo, è ancora persistente il macroscopico errore, da parte di molti ricercatori, nel ritenere che l’autenticità della Sindone sia condizionata alla contemporaneità della datazione tra gli eventi ivi raffigurati con quella della loro impressione, cioè nel senso di considerare la sua autenticità solo se ed in quanto detti eventi fossero accaduti nello stesso momento della loro impressione, ritenendola, invece, un “falso storico” nel caso in cui l’impressione “miracolosa” fosse ritenuta avvenuta in  momento successivo al loro effettivo accadimento. L’inconsistenza di una simile conclusione, soprattutto sul piano  logico, è di tutta evidenza, dato che detta “falsità” non risulta riferibile né nei confronti dell’immagine di asserita provenienza soprannaturale e, come tale, non avrebbe senso verificarne la  sua veridicità, da accettarsi solo per fede, né  nei confronti della datazione degli eventi ivi rappresentati che resta acquisita nella loro effettiva data in cui si sono verificati, anche se notevolmente antecedenti. Nulla toglie, pertanto, che gli eventi raffigurati nella Sindone ( Passione, Crocifissione, Morte e Resurrezione di Gesù) fossero accaduti in un tempo diverso da quello della loro miracolosa impressione: quest’ultima, infatti,  permanendo forti contrasti sulla   data di origine del telo sindonico, potrebbe essere intervenuta a partire dalla data della suddetta Resurrezione fino alla data della prima apparizione in Europa della Sindone (1353), ovvero, qualora venisse, in seguito, accertata la suddetta data di origine, a partire da tale data fino, ovviamente, sempre alla stessa data del 1353.

Quanto sopra sostenuto  risulta ulteriormente confermato anche con riferimento a casi analoghi, verificatisi successivamente al 1300.

Mi riferisco, in particolare, a solo titolo esemplificativo, all’immagine miracolosa (ritenuta ufficialmente tale dalla Chiesa Cattolica) della Madonna di Guadalupe, ove l’immagine della Madonna incinta (risalente, quindi, ad una situazione di fatto dell’anno zero) risulta miracolosamente impressa sul mantello di un pastore messicano nel 1500.

Quanto raffigurato sulla Sindone (relativo alla Passione, Crocifissione, Morte e Resurrezione di Gesù), potrebbe, pertanto, anche essere stato miracolosamente impresso su di un telo, eventualmente, del 1300.

Tutto ciò, senza, peraltro, considerare, come ampiamente dimostrato nei miei precedenti articoli, che sussistono parecchi elementi che obbiettivamente  escludono che il telo presente a Torino possa realmente aver avvolto il corpo di Gesù ed essere stato, quindi, “muto testimone” della Sua Resurrezione.

        Comunque,  la prudenza della Chiesa Cattolica nel riconoscere il miracolo dell’apparizione dell’immagine potrebbe anche accettarsi, riferendosi alla possibilità, sempre più lontana, che la scienza possa, in futuro, documentare l’impressione dell’immagine avvenuta, non per un intervento soprannaturale, bensì su basi scientifiche, oggi non note, costringendo la Chiesa alle necessarie rettifiche, come, purtroppo, già avvenuto, in altri casi, in passato.

Non può, comunque, sottacersi sul come, di fatto, venga considerata tale prudenza che, obbiettivamene, potrebbe ritenersi eccessiva:  la prudenza formale della Chiesa viene, infatti, costantemente e sempre di più fraintesa dall’opinione pubblica, trasformandosi nel sospetto che le autorità ecclesiastiche nutrano dubbi o, peggio, imbarazzo sull’autenticità del telo sindonico. D’altra parte, non può nemmeno ignorarsi quanto sia aumentata la schiera dei sostenitori del “falso”, alimentata dall’insistenza di alcuni sindonologi nell’illudere i credenti di essere vicini alla soluzione, su basi scientifiche, dell’enigma in questione che, invece, puntualmente  finisce in un inevitabile fallimento.

         Pur, come sempre, rendendomi conto di non aver alcun titolo per farlo, mi permetto di ritenere opportuno chiarire pubblicamente i motivi della suddetta prudenza, esplicitamente facendo, almeno, presente che la Chiesa Cattolica non ha mai ritenuto di escludere che un intervento soprannaturale possa aver impresso sul telo sindonico l’immagine ivi presente, subordinando detto riconoscimento all’acquisizione  di un risultato definitivo che accerti, da parte del mondo scientifico, l’impossibilità di poter addivenire alla soluzione dell’enigma in questione su basi scientifiche, eliminando, così, ogni possibile fraintendimento, come sopra ipotizzato.

Per una ulteriore e definitiva chiarezza, riterrei, inoltre, molto  utile precisare che, nonostante il suddetto prudenziale atteggiamento della Chiesa Cattolica, resta pur sempre legittimo che ognuno, secondo il convincimento che il proprio cuore gli suggerisce, possa pervenire alla conclusione, anche pubblicamente manifestandola, che l’immagine impressa sulla Sacra Sindone possa essere dovuta ad un divino soprannaturale intervento.

         3.Per quanto concerne, comunque, la delega che Papa San Giovanni Paolo II avrebbe concesso al mondo scientifico di effettuare ricerche sulla Sacra Sindone, va subito ribadito che detta eventuale delega, a prescindere dall’inesistenza di un simile atto formale, non possa, in alcun modo, riguardare l’attribuzione della qualifica di “evento soprannaturale” alla formazione dell’immagine sindonica, di competenza esclusiva della Chiesa Cattolica e, quindi, non delegabile in quanto irrinunciabile, ma riguarda solo, come del resto testualmente specificato nel suo discorso, il “rapporto tra la vicenda storica di Gesù ed il sacro Lino che, secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo del nostro Redentore, deposto dalla croce”.

La correttezza della suddetta interpretazione che esclude qualsiasi possibile    delega sull’attribuzione o negazione della qualifica di evento soprannaturale alla formazione dell’immagine sindonica è, incontestabilmente, avvalorata                           dallo stesso Papa San Giovanni Paolo II, il quale, nello specificare quanto veniva affidato al mondo scientifico, precisava trattarsi di materie sulle quali “ la Chiesa Cattolica non ha competenza specifica”, non comprendendo, tra queste, quella attinente  il “procedimento nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali”, sulla quale la Chiesa Cattolica ha l’esclusiva ed inderogabile competenza da tutti riconosciuta.   

       Va, comunque, osservato che consentire che gli scienziati a svolgano ricerche sulla Sacra Sindone, accettando, necessariamente,  il loro rifiuto a considerare eventuali interventi soprannaturali, non può certamente significare, da parte della Chiesa Cattolica, abdicare alla propria esclusiva funzione  di accertare, sulla stessa Sindone, l’eventuale sua natura soprannaturale: in caso contrario, una  delega che contenesse una simile rinuncia, oltre ad essere un grave errore, commesso da Papa San Giovanni Paolo II,  sarebbe radicalmente nulla in quanto relativa alla rinuncia di una funzione assolutamente esclusiva e, pertanto, irrinunciabile.

      D’altra parte, non può sottacersi che  un noto fisico come il Prof. Paolo Di Lazzaro, dopo aver giudicato la Sindone un oggetto, sul piano scientifico, addirittura “impossibile”, aveva fatto presente, a solo titolo di suggerimento alla Chiesa Cattolica, di far ricorso, nella ricerca della fonte di origine dell’immagine sindonica, ad un divino intervento sovrannaturale (miracolo), precisando, comunque, esplicitamente che i fisici dell’ENEA  non potevano interessarsi a tale ipotesi, in quanto al di fuori delle loro competenze, appunto perché basata su di  eventi sovrannaturali, al di fuori del campo  delle conoscenze scientifiche e, pertanto, non suscettibili di essere sottoposti a verifica, ma solo accolti per fede. (v.: Prof. Paolo Di Lazzaro:   L’immagine sindonica e la luce ultravioletta: alcune note riassuntive”, pubblicato  nel volume Quattro percorsi accanto alla Sindone, a cura di Domenico Repice (Edizioni Radicequadrata, 2011) pp. 41 – 48).