In tutti i miei precedenti articoli ho cercato sempre di sostenere la natura miracolosa dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone, contestualmente contestando anche che possa sussistere la prova che detto telo abbia realmente avvolto il corpo di Gesù, dopo la Sua Crocifissione.

        Ritengo, ora, opportuno ritornare su quest’ultimo argomento, con riferimento all’argomentazione sulle macchie di sangue presenti sulla Sindone che, obbiettivamente, costituisce la prova incontrovertibile dell’impossibilità che il suddetto sacro telo abbia realmente avvolto il corpo do Gesù.

        Come è noto, tali macchie che, per unanime consenso, si sono impresse per contatto,  riguardano sia le macchie di sangue ancora sgorgante al momento della deposizione del corpo di Gesù dalla Croce, sia i numerosi (oltre 200) grumi di sangue secco derivanti dalle ferite inferte in occasione della Sua Flagellazione. E’ con riferimento a tali grumi che si rileva la necessità di una attenta riflessione.

        Tali grumi, da tutti quelli che li hanno osservati, si presentano ben definiti, con contorni netti e senza alcuna sbavatura. In uno studio predisposto dalla Prof.ssa Emanuela Marinelli e dal prof. Giulio Fanti, il loro trasferimento, dal corpo di Gesù alla Sindone, sarebbe così avvenuto: detti coaguli secchi, per l’umidità presente nel sepolcro, si sarebbero disciolti in sangue liquido per effetto di un naturale processo  fibrinolitico; il sangue liquido  si sarebbe assorbito dal lino della Sindone; successivamente, il sangue, alla fine di detto processo, si sarebbe ricomposto ritornando secco e riassumendo la precedente figura di coagulo sul telo sindonico.

          Non potendo, la suddetta tesi, reggere alle facili critiche, sia perché il processo fibrinolitico è da ritenersi irreversibile (Il sangue “fluidificato” dalla fibrinolisi perde definitivamente la capacità di coagulare di nuovo), sia perché la pressione esercitata dal corpo di Gesù avrebbe irrimediabilmente cosparso  il sangue, rendendo impossibile una sua ricomposizione, intervenne, allora, il Prof. Pierluigi Baima Bollone con una sua ingegnosa, quanto surrealistica, descrizione di quanto, secondo lui, sarebbe avvenuto.

           Infatti, il processo fibrinolitico sopra ricordato si sarebbe, sempre secondo l’ipotesi del Prof. Bollone, solo iniziato e non concluso con lo scioglimento del sangue (motivando tale sospensione con un possibile stato di stress cui sarebbe stato sottoposto il corpo di Gesù): i coaguli si sarebbero solo ammorbiditi, rimanendo in uno stato gelatinoso consentendo, così, la loro adesione alla Sacra Sindone e successivo indurimento.

           Permanendo, comunque, l’insormontabile ostacolo costituito dall’inevitabile osservazione che un lenzuolo che avvolgesse il corpo di Gesù e che, con il proprio corpo, comprimesse per tutto il tempo della suddetta fibrinolisi (diverse e svariate ore) i suddetti grumi gelatinosi, sulla sottostante Sindone, li avrebbe necessariamente  schiacciati e completamente distorti, il Prof. Bollone si è visto costretto, al fine di superare detto ostacolo, a sostenere che detto contatto (tra il telo sindonico ed il corpo di Gesù) fosse, necessariamente, molto leggero, statico,  privo di pressione e movimenti ed aloni di sfregamento e limitato ai soli punti di contatto, in contrasto con l’evidenza di una situazione obbiettivamente, come sopra, molto diversa ed immodificabile.

          Tutto ciò comportava l’ipotesi che, alla fine del processo fibrinolitico, i coaguli presenti nella parte posteriore del corpo di Gesù si staccassero dal corpo per aderire , verso il basso, alla parte posteriore della Sindone, mentre quelli presenti sulla parte anteriore del Suo corpo si staccassero per aderire, con un contrario ed innaturale movimento verso l’alto, in assenza di alcuna sollecitazione in tal senso, avuto anche presente la prevista posizione di semplice appoggio senza pressione del telo sindonico, alla parte anteriore della Sindone.

       

         E’, inoltre, da tener presente che, sempre nella surreale ipotesi del Prof. Bollone, per tutto il tempo considerato, la posizione rispettiva tra il corpo di Gesù e la Sacra Sindone avrebbe assunto, contemporaneamente tre diverse modalità, tra loro incompatibili: la prima, di normale contatto, relativa allo spazio delle macchie di sangue ancora sgorgante al momento della deposizione dalla Croce; la seconda, di semplice appoggio non pressato, relativo ai singoli punti di contatto dei coaguli con la Sindone; la terza, di assoluto distacco con tutto il resto del corpo, essendo la relativa immagine realizzata per proiezione. Come tutto ciò potesse verificarsi contemporaneamente, realizzando, comunque, un’unica immagine non è dato conoscere.

         Mi astengo dal giudicare, sotto l’aspetto della sua validità scientifica, una simile fantascientifica e davvero surreale ipotesi che, comunque, resta priva di qualsiasi elemento che la possa validare, senza considerare che lo stesso Prof. Bollone, alla fine, ha dovuto, di fatto, ammettere che la sua ipotesi sesta solo tale, dato che, il suo essenziale presupposto, quello, cioè, della sparizione del corpo di Gesù, resta assolutamente inspiegabile sul piano scientifico.

         Concludendo: non essendo la presenza di coaguli di sangue sulla Sindone né attribuibile all’opera di un falsario, né ad un evento naturale, l’unica soluzione possibile resta solo quella di un intervento sovrannaturale, non avendo nessuna  altra giustificazione la presenza dei suddetti coaguli. L’ “impossibilità”, quindi, che detti coaguli si possano essere trasferiti sulla Sacra Sindone presente a Torino dimostrano chiaramente l’ulteriore impossibilità che quest’ultima abbia avvolto il corpo di Gesù.