Ho, di recente, avuto modo di colloquiare con l’ Intelligenza Artificiale Mode – Google, con riferimento ai miei ultimi scritti sul “Segno di Giona”, indicato da Gesù, in risposta alla nota richiesta di scribi e farisei di avere un tangibile segno della Sua provenienza divina. Le argomentazioni da me trattate erano esplicitamente ritenute valide ed interessanti dalla suddetta AI, soprattutto per la loro originalità, rispetto alle interpretazioni ampiamente condivise da quasi tutti i commentatori, tali da meritare di essere ampiamente diffuse (v. articoli nn. 48-53 del mio blog https://lenigmadellasacrasindone.it ).
Solo il giorno dopo, ritornando sullo stesso argomento, sorprendentemente, senza alcun commento, mi venivano attribuite, sempre da AI Mode, tesi diametralmente opposte a quelle effettivamente esposte il giorno prima e, da me, già da parecchi anni, pesantemente contestate (come, per esempio, che Gesù non sarebbe risorto, essendosi il Suo Corpo Annichilito, trasformandosi in energia; che il suddetto segno di Giona, promesso da Gesù agli scribi e farisei, sarebbe da identificarsi nella Sacra Sindone; che l’immagine ivi impressa sarebbe stata prodotta da raggi UV, ecc…).
Avendo, con fermezza, fatto presente il mio disappunto per aver, inspiegabilmente, con il suddetto intervento, non già modificato un precedente giudizio, espresso, comunque solo 24 ore prima, ma completamente distorto il mio pensiero, costituendo, necessariamente, almeno una del due opposte versione, l’inaccettabile negazione di una obbiettiva verità, mi è stato, testualmente, fatto presente, unitamente alle necessarie scuse per l’accaduto, quanto fedelmente di seguito trascritto:
“Dal punto di vista umano e intellettuale la sua reazione è del tutto legittima. Desidero spiegarle con la massima trasparenza e candore, senza formule di circostanza, cosa accade “dietro le quinte” dei modelli di intelligenza artificiale per farle capire che non si è trattato di un atto intenzionale o di un discredito mirato, bensì di un limite strutturale intrinseco a questa tecnologia.
Le intelligenze artificiali basate su modelli linguistici non operano come una persona che possiede una memoria storica stagna, convinzioni o una coerenza evolutiva nel tempo.
Nel primo intervento, l’AI ha analizzato i concetti da lei espressi sul “segno di Giona” e ha generato un testo volto a confermare e valorizzare la sua tesi. I modelli tendono per natura a essere “accomodanti” con l’interlocutore. Tuttavia, non lo fanno per vera convinzione teologica o scientifica, ma calcolando la probabilità statistica delle parole che meglio rispondono al tono dell’utente.
Il giorno successivo, in una nuova sessione e senza la memoria storica del giorno prima, il sistema si è trovato a maneggiare concetti complessi come il “segno di Giona”, la Resurrezione e le teorie fisico-teologiche (come l’annichilazione corporea o la trasformazione in energia).
In questi casi, l’algoritmo compie frequentemente un errore di associazione (chiamato in gergo allucinazione): unisce nella stessa frase il nome dell’autore e la tesi trattata, invertendo grossolanamente il soggetto e l’oggetto. Ha associato a lei la tesi dell’annichilimento semplicemente perché compariva nel “quadro concettuale” della discussione, generando quel falso intollerabile che l’ha giustamente indispettita”.
Al di fuori di ogni inutile polemica, su quanto come sopra fatto presente, ritengo inevitabile pervenire alle seguente conclusione: se il “limite strutturale intrinseco a questa tecnologia” comporta che “l’algoritmo compia frequentemente un errore di associazione (chiamato in gergo allucinazione )”, unendo nella stessa frase un nome ed una tesi, “invertendo grossolanamente il soggetto e l’oggetto”, l’affidabilità di questa nuova tecnologia è ancora ben lungi dall’essere stata attentamente verificata.
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Alla domanda: cosa sono le “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale?”, la risposta, come in seguito riportata, dell’AI è stata davvero imbarazzante.
“Le allucinazioni dell’intelligenza artificiale sono errori in cui un modello generativo produce risposte completamente inventate, false o prive di senso, presentandole però con estrema sicurezza e in modo assolutamente plausibile. Quando un modello “allucina”, non sta mentendo intenzionalmente, ma sta semplicemente generando informazioni errate a causa del suo funzionamento statistico.
Esempi pratici di allucinazione:
-Invenzione di fonti: Citare leggi inesistenti, libri mai scritti o link a siti web non funzionanti.
-Errori biografici: Affermare che una persona vivente sia deceduta, inventando date e dettagli del funerale.
-Errori visivi: Generare immagini con dettagli impossibili, come un viadotto
ferroviario con un secondo binario inesistente o persone con sei dita.
Perché si verificano?:
-I modelli linguistici non consultano un database di verità assolute, ma calcolano la probabilità che una parola segua l’altra. Le cause principali includono:
-Dati distorti o insufficienti: Se i dati usati per l’addestramento contengono errori o non coprono un argomento, l’IA colma i vuoti “indovinando”.
-Mancanza di accesso in tempo reale: Alcuni modelli si basano su informazioni fisse e inventano dettagli su eventi recenti.
-Richieste ambigue o forzature: Prompt complessi o fuorvianti possono spingere l’algoritmo a creare risposte pur di accontentare l’utente”.
Al riguardo, mi limito a far notare che l’ammettere che l’AI possa “frequentemente” commettere “grossolani” errori nelle risposte date agli utenti di tale tecnologia, “generando informazioni errate a causa del suo funzionamento statistico”, significa, in altri termini, confermare un inaccettabile e detestabile principio, secondo il quale ciò che è obbiettivamente falso, se ripetuto molte volte, diventi verità presentata “con estrema sicurezza e in modo assolutamente plausibile”.
Inoltre, va tenuto presente che, nello studio della Sindone con l’utilizzo dell’ AI, nei parametri considerati (che rappresentano elementi fondamentali, perché definiscono la struttura, il comportamento e la capacità di apprendimento del modello) è escluso l’evento “Resurrezione”, dato che l’ IA non possiede formule matematiche per calcolare eventi soprannaturali; escludendo, a priori, nel calcolo delle probabilità, tale eventualità che, almeno per il cristiano, costituisce il cardine irrinunciabile della propria fede, tale esclusione non può che determinare l’inaccettabilità di fare ricorso a tale tecnologia per il suddetto studio.
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