La conferma della mia ipotesi di identificare la Sacra Sindone nel “segno di Giona”, come sostenuto nel mio precedente articolo (n. 50: “Possibile spiegazione del riferimento di Gesù al “segno di Giona”, in risposta alla domanda di scribi e farisei di “vedere un segno” “) mi viene fornita, sia pure involontariamente, da un autorevole commento al brano evangelico dal quale è tratto l’episodio in questione, pubblicato dall’”Opus Dei” in https://opusdei.org/it-it/gospel/vangelo-commento-lunedi-ventottesima-settimana-tempo-ordinario-b/ .
In detto commento, alla testuale e chiarissima risposta di Gesù, alla domanda di scribi e farisei che volevano “vedere” un segno concreto che provasse la Sua provenienza divina, che: “questa è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona”, che, inequivocabilmente, costituisce un evidente forte rimprovero alla loro incredulità, l’autorevole commentatore ritiene, inspiegabilmente, di poter sopprimere tale richiamo, sostenendo, in contrasto con ogni contraria evidenza, che “quello che il Signore rimprovera ai presenti non è la richiesta di un segno”.
A riprova di tale obbiettivamente discutibile affermazione, nel suddetto commento si sostiene, infatti, che “l’Antico Testamento è pieno di segni……il passaggio del Mar Rosso……..ecc…..fino alla guarigione di un indemoniato”. Si tratta, comunque, di fatti, tutti avvenuti in passato che nulla hanno a che vedere con la promessa di Gesù di dare un “segno” in futuro (rispetto al momento nel quale tale promessa venne esplicitamente rivolta a “scribi e farisei”) : “non le sarà dato alcun segno se non il segno di Giona”.
Dovendo escludere che Gesù sia venuto meno ad una Sua promessa, quella, comunque, di dare un “segno” concreto della Sua regalità, non resta che identificare, necessariamente, tale promessa nell’immagine impressa sulla Sacra Sindone che costituisce, formalmente, l’unico concreto evento a Lui attribuibile ed a tutti visibile.
Non può sottacersi, al riguardo, per dare un senso alla risposta di Gesù, con riferimento al “segno di Giona” come unico “segno” che “sarà dato”, che attribuire a tale risposta un intento solo provocatorio: come, infatti, nessun “segno” Giona ha mai lasciato, né gli è stato mai richiesto, così la Sindone, pur potendo, apparentemente, costituire “segno” dell’origine divina di Gesù, sostanzialmente, per tutte le motivazioni addotte in tutti i precedenti articoli, non potrà mai costituire “prova” di quanto ivi rappresentato.
Il tutto, per concludere, conferma che non verrà mai dato alcun segno (nel senso di “prova”) a quanto ci viene richiesto di credere per fede, sulla base di quanto è scritto nel commento su richiamato, nel senso che “Gesù chiede a noi di saper ascoltare, di avere un cuore aperto a tutto ciò che viene a noi da Dio……in definitiva, di saper scoprire quando si rivolge a noi per guidarci nel cammino della vita verso la santità”.