Come semplice credente ed appassionato studioso dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone (della cui divina origine sono convinto sostenitore), non riesco a capire come mai la Chiesa Cattolica ritenga di non intervenire, come, altre volte, giustamente ha fatto, sottolineando la necessità di un’attenzione critica e di un esame più approfondito dei lavori presentati e a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato, sostenendo che spesso tali tesi non reggono a un’analisi scientifica rigorosa, nei confronti di chi (addirittura con l’avallo e la pubblica approvazione da parte di sempre più numerosi Suoi sacerdoti) continua a divulgare, con scritti e conferenze in luoghi aperti al culto cattolico, notizie false ed eretiche riguardanti l’enigma della formazione dell’immagine corporale impressa sul suddetto sacro telo.
Mi riferisco, innanzi tutto, all’affermazione, contenuta in un articolo dell’aprile 2025, a firma della prof.ssa Emanuela Marinelli, nel quale viene affermato, con riferimento agli esperimenti effettuati, per oltre 10 anni, dai Fisici dell’ENEA di Frascati, che detti fisici erano pervenuti ad “ammettere” che l’origine dell’immagine sindonica era da ritenersi effetto di un raggio UV emanato dal Corpo di Gesù Risorto, laddove, invece, in uno studio del Prof. Paolo Di Lazzaro (uno dei due fisici dell’ENEA) che illustrava l’esito finale di tali ricerche, pubblicato addirittura nello stesso mese di aprile 2025, era testualmente affermato che “i risultati degli esperimenti eseguiti dall’ENEA non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, con ciò sostenendo esattamente l’opposto di quanto falsamente veniva a loro attribuito dalla Marinelli. La suddetta Marinelli, inoltre, specificava meglio il suo pensiero, precisando, ora, che il riferimento al raggio UV andava individuato, non più in quello della Resurrezione di Gesù (che, evidentemente, non sarebbe mai stato accolto dalla Chiesa Cattolica, in quanto relativo al preteso annichilimento del Corpo di Gesù e non alla Sua Resurrezione, secondo l’iniziale ipotesi dei fisici suddetti), bensì in un diverso raggio UV, sempre secondo lei non di origine sovrannaturale, simile a quello emanato dal Corpo di Gesù, nell’episodio della Sua Trasfigurazione. Anche in questo caso, la Marinelli precisava (ribadendo tale concetto in vari interventi successivi) che tale ulteriore diversa ipotesi (rispetto all’iniziale riferimento ad un raggio UV emanato dal Corpo di Gesù al momento della Sua Resurrezione) era da attribuirsi sempre ai suddetti fisici dell’ENEA, con ciò commettendo un altro davvero inqualificabile e macroscopico falso: infatti, sempre il Prof. Di Lazzaro, in un precedente suo articolo, con riferimento all’impossibilità, da parte del mondo scientifico, di trovare una soluzione scientificamente valida dell’enigma della formazione dell’immagine sindonica, aveva “suggerito” alla Chiesa Cattolica di far ricorso ad un intervento sovrannaturale, facendo riferimento ad un diverso raggio UV; il Prof. Di Lazzaro, aveva, infatti, esplicitamente chiarito che il suo intervento era da intendersi solo un “suggerimento” alla Chiesa Cattolica, di far ricorso ad un intervento di natura sovrannaturale, quindi, non suscettibile di verifiche per accertarne la sua veridicità e da accogliersi solo per fede che, comunque, lui stesso, come scienziato, decisamente dichiarava di rifiutare esplicitamente, proprio perché privo di ogni scientifica validità e, quindi, da non prendere in nessuna considerazione sotto tale aspetto.
Tale “suggerimento” del Prof. Di Lazzaro (il fare, cioè, ricorso ad un raggio UV di origine sovrannaturale, simile a quello dell’episodio della Trasfigurazione) veniva, invece, divulgato dalla Prof.ssa Marinelli, testualmente affermando (v. suo articolo dell’aprile 2025) che: “ I fisici che hanno condotto gli esperimenti con il laser presso l’ENEA hanno ammesso che dai loro risultati si può pensare alla formazione dell’immagine con una luce come quella che Gesù sprigionò durante la Trasfigurazione. La risposta dunque non può essere negli occhi e nel cuore di chi guarda semplicemente la Sindone senza sapere nulla e può trarre conclusioni sbagliate, ma nella mente di chi si è documentato e conosce le risposte che la Sindone ha dato agli scienziati”. Con tale affermazione, già più volte ribadita, è del tutto evidente che la Marinelli intendesse divulgare la notizia della pretesa nuova ipotesi formulata dai fisici dell’ENEA, sulla base delle “risposte che la Sindone ha dato agli scienziati”, sulla “luce” emanata dal Corpo di Gesù nell’episodio della Sua Trasfigurazione, presentandola come una nuova ipotesi sostenuta “dai risultati degli esperimenti condotti con il laser presso l’ENEA”, come fonte , scientificamente verificata, dell’immagine sindonica, per l’esplicito riferimento alle loro “sperimentazioni”, manifestamente distorcendo quanto affermato, in senso diametralmente opposto, dal Prof. Di Lazzaro che, come già detto, aveva, con estrema chiarezza, esplicitamente affermato che il suo “suggerimento” non era da prendersi in considerazione come nuova ipotesi di formazione dell’immagine sindonica, appunto, perché di “dichiarata origine sovrannaturale”, e, quindi, non suscettibile di verificarne la validità e da accogliere, come tale, solo per fede.
A tutto ciò va aggiunto un ulteriore inaccettabile argomentazione, già più volte sostenuta ripetutamente dalla Marinelli: quella, decisamente eretica, secondo la quale, l’immagine sindonica debba paragonarsi ad una immagine fotografica di Gesù Risorto e, quindi, ad una vera e propria “prova” della Sua Resurrezione, annullando, così, il relativo Dogma.
Con riferimento a quanto sopra, l’indebita manipolazione operata dalla Marinelli sul suddetto “suggerimento” ha comportato, anche, un’altra incongruenza, nella sua fantasiosa ricostruzione. Infatti, la sostituzione, come fonte dell’immagine sindonica, del raggio UV della Resurrezione di Gesù, come inizialmente previsto nell’ipotesi (di “annichilimento” del Corpo di Gesù, a seguito di un procedimento nucleare che si sarebbe verificato nel sepolcro ove Gesù era sepolto e, quindi, di natura “non sovrannaturale”) formulata dal Prof. Baldacchini (ed, ora, incredibilmente riproposta) con un altro, relativo alla Sua Trasfigurazione (comunque, dichiaratamente da parte del Prof. Di Lazzaro, di natura “sovrannaturale”), ha inevitabilmente spostato, quest’ultimo, ad un momento diverso (non meglio precisato) rispetto a quello, inamovibile, della Resurrezione, rendendo, pertanto, impossibile paragonare l’immagine sindonica, raffigurata nel telo sindonico come di un corpo di una persona, stesa per terra, che stesse per rialzarsi, ad una prova fotografica di Gesù Risorto, a meno che si volesse ipotizzare la contemporanea presenza di due distinti “lampi”, cosa, purtroppo, sempre possibile per l’incontrollabile fantasia profusa nel descrivere le innumerevoli ipotesi proposte da pseudo-scienziati e sindonologi vari.
Va, inoltre, considerato che, come, comunque, già fatto presente nei miei precedenti articoli, la Chiesa Cattolica, (in persona anche di Papa Giovanni Paolo II) si è fin ora astenuta dal prendere alcuna decisione sull’enigma della formazione dell’immagine sindonica, demandando al mondo scientifico la ricerca di una soluzione che fosse scientificamente valida per la soluzione dell’enigma in questione, ferma rimanendo la possibilità di ricorrere ad un intervento sovrannaturale, nel caso di accertata impossibilità, da parte di detto mondo scientifico, di pervenire ad alcuna soddisfacente soluzione. Ciò comportava, inevitabilmente, la preclusione di qualsiasi intervento, nel senso suddetto, da parte della Chiesa Cattolica, qualora fossero ancora in atto concrete ricerche su ipotesi scientificamente valide da sottoporre a necessaria verifica: l’indebita manipolazione, come sopra operata dalla Prof.ssa Marinelli, di quanto affermato dal Prof. Di Lazzaro circa il “lampo di luce” emanato dal Corpo di Gesù, nell’episodio della Sua Trasfigurazione, comportava, pertanto, la suddetta preclusione, appunto perché faceva esplicito riferimento ai “risultati” ottenuti dagli “esperimenti effettuati con il laser presso l’ENEA” con una “luce come quella che Gesù sprigionò durante la Trasfigurazione” (esperimenti, invero, mai effettuati per l’esplicita dichiarata loro esclusione da parte dello stesso Prof. Di Lazzaro che aveva testualmente dichiarato di non interessarsi a detta eventuale ipotesi, in quanto “evento chiaramente miracoloso, mentre noi scienziati ci occupiamo solo di eventi scientificamente riproducibili, in senso galileiano”).
E’, purtroppo, fuori dubbio, comunque, che le suddette falsità ed eresie, di fatto avallate, con il proprio silenzio ed anche con esplicite affermazioni di consenso, dalla Chiesa Cattolica e sostenute da chi sempre ribadisce di essere insignita di medaglia d’oro per la cultura cattolica, riscuotono un largo consenso da parte di quanti, per ignoranza o pigrizia mentale, sono disponibili ad accogliere, come verità, soluzioni apparentemente più facili da accettare e, comunque, sostenute dall’autorevolezza attribuita al soggetto che le divulga e che, pertanto, rende superfluo ogni eventuale ulteriore approfondimento.
In tale situazione, pur prendendo atto che, come semplice credente, non ho alcun titolo per farlo, mi permetto di indicare la necessità di un necessario intervento chiarificatore che definitivamente escluda l’ipotesi – dopo l’esplicita affermazione che “i risultati degli esperimenti eseguiti dall’ENEA non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, con riferimento all’iniziale ipotesi di natura “non sovrannaturale” – di altri raggi UV di origine non definita e, quindi, in assenza di qualsiasi necessaria verifica per accertarne la veridicità, come fonte dell’immagine sindonica. Tutto ciò, anche con riferimento ad altre motivazioni d’ordine teologico delle quali è cenno in miei precedenti articoli, conferma, a mio modestissimo avviso la necessità di un deciso intervento da parte di Chi abbia l’autorevolezza ed il compito istituzionalmente affidato di preservare il sacro telo da tesi che non reggono ad una analisi scientifica rigorosa, ovvero, risultino, addirittura, in evidente contrasto con l’obbiettiva ed incontestabile verità dei fatti, senza “entrare nel merito delle ipotesi formulate”, ma, comunque, sempre al fine di evitare che inconsistenti ipotesi, formulate da parte di chi scienziato non è, vengano falsamente attribuite a qualche esponente del mondo scientifico che, nei confronti di tali ipotesi, non solo non le ha mai sostenute ma le ha decisamente, come purtroppo avvenuto nel caso qui in esame con inequivocabile chiarezza, esplicitamente respinte.