Ferma restando l’impossibilità di risolvere, su basi scientifiche, l’enigma della formazione dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone (v. mio precedente articolo n. 42) c’è, ancora oggi, come già più volte fatto notare, chi continua caparbiamente a ritenere che l’immagine impressa sulla Sacra Sindone sia stata prodotta, al di fuori di un intervento sovrannaturale, da un raggio di luce ultravioletta, emanata dal corpo di Gesù al momento della Sua sparizione dal sepolcro, secondo le leggi naturali della fisica, come risulterebbe provato dalle sperimentazioni effettuate dai fisici del centro ENEA di Frascati; tutto ciò comporterebbe, inoltre, come logica conseguenza, che detta immagine, paragonabile ad un “selfie” di Gesù Risorto, costituirebbe la prova scientifica della stessa Sua Resurrezione.

Con riferimento alla recente ipotesi formulata da scienziati più o meno accreditati, secondo i quali il telo della Sindone  sia stato steso non sul cadavere di un uomo ma su di un modello artefatto che riprodurrebbe le caratteristiche dell’immagine, il custode pontificio della Sindone, l’Arcivescovo di Torino, Cardinale Roberto Repole, ha ritenuto giustamente di esprimere, prontamente,  in un comunicato,  la sua “preoccupazione per la superficialità di certe conclusioni, che spesso non reggono a un esame più attento del lavoro presentato”, sottolineando   che “Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone di Torino (Ciss), che statutariamente assicura il suo supporto scientifico al custode, pubblica un documento che analizza in dettaglio metodo e risultati di questa scoperta”, ribadendo, inoltre, l’invito “a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato”.

          L’immediata replica, come sopra riportata, rende ancora più incomprensibile l’assoluto silenzio della Chiesa Cattolica di fronte ad affermazioni, come all’inizio citate, che, obbiettivamente, appaiono pubblicate con un’ancora più spregiudicata superficialità, in quanto, addirittura, false ed eretiche.

         Per quanto riguarda, infatti, l’ipotesi che  l’impressione dell’immagine sindonica fosse da attribuirsi ad un raggio di luce ultravioletta, emanato dal corpo di Gesù al momento della Sua smaterializzazione, per effetto di un procedimento naturale di incontro materia-antimateria che sarebbe avvenuto nel sepolcro ove Gesù era sepolto, esplicitamente escludendo qualsiasi intervento sovrannaturale, i fisici del centro ENEA di Frascati, ideatori di tale ipotesi, avevano, fin dall’inizio delle loro ricerche, correttamente premesso che, comunque, si trattava di semplice ipotesi da sottoporre alle necessarie verifiche. La suddetta ipotesi venne accolta con grande entusiasmo tanto da essere scambiata, da qualcuno, come un risultato già acquisito: senonché, dopo oltre dieci anni di approfonditi studi e sperimentazioni, i suddetti valenti fisici sono pervenuti alla chiara ed inequivocabile conclusione, esattamente opposta a quanto falsamente ancora oggi, come sopra, a loro erroneamente attribuita e, di recente, pubblicamente ribadita, testualmente affermando che “ i loro “risultati non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, eliminando ogni dubbio sull’accertata inidoneità di tale ipotesi alla soluzione dell’enigma sulla formazione dell’immagine sindonica. Inoltre, ad ulteriore riprova di quanto affermato, i suddetti fisici avevano addirittura suggerito alla Chiesa Cattolica, in assenza di soluzioni scientificamente valide, di fare ricorso ad un “evento miracoloso…..scientificamente non riproducibile”, come unica fonte di origine di detta immagine, attribuibile allo stesso Gesù, come “il lampo di luce ultravioletta……narrato nella cosiddetta Trasfigurazione, del quale noi scienziati non ci occupiamo” e che, quindi, non sarebbe, comunque, mai stato, da loro, preso in considerazione, in quanto, appunto, riferibile ad un evento di natura sovrannaturale. Per quanto riguarda detto fantasioso “suggerimento” , sono, comunque, da avanzarsi, solo “in linea teorica”, alcune perplessità: non si capirebbe, infatti, perché mai Nostro Signore Gesù Cristo, nell’intervento miracoloso dell’impressione dell’immagine sulla Sindone, avrebbe dovuto, anziché provvedervi direttamente, far ricorso ad un preventivo altro intervento sovrannaturale (“lampo di luce ultravioletta”) finalizzato a detto scopo.

           Sulla base di tali inequivocabili conclusioni, come sopra esplicitamente affermate da parte dei fisici dell’ENEA, sull’impossibilità che un raggio UV avrebbe potuto dare origine all’impressione dell’immagine sindonica , era da attendersi una inevitabile ritrattazione di chi aveva, con tanto entusiasmo, aderito e tributato  grandi applausi ad una ipotesi, purtroppo naufragata  come tante altre.

           Senonché, incredibilmente, non solo non è intervenuta alcuna ritrattazione o ravvedimento, ma, addirittura, richiamandosi alla necessità di “conoscere le risposte che la Sindone ha dato agli scienziati”, sulla base di quanto falsamente a questi ultimi sarebbe stato, come sopra, rivelato (e, questo, è davvero il colmo della loro sfrontatezza), si è pervenuti all’ulteriore conclusione che l’immagine corporea di Gesù, impressa sulla Sindone, possa equipararsi ad un “selfie” di Gesù Risorto, come “prova” della Sua Resurrezione, annullando ereticamente, di conseguenza, il relativo dogma che costituisce uno dei maggiori ed irrinunciabili Misteri della Fede cattolica, senza risparmiare aspre critiche nei confronti del compianto e appassionato conoscitore della Sindone, come il notissimo Prof. Berrie Schwortz, che aveva osato avanzare alcune perplessità su tale argomento, il tutto anche in luoghi aperti al culto della Chiesa Cattolica, con l’incomprensibile compiacimento di diversi sacerdoti.

            Inoltre, il riferimento ad un raggio UV che avrebbe causato l’impressione dell’immagine corporea sulla Sindone, comporta tutta un’altra serie di insuperabili incongruenze, come fatte presenti nei miei precedenti articoli: a solo titolo esemplificativo, qui mi riferisco all’ipotesi, concordemente accettata dal mondo scientifico, secondo cui la suddetta immagine sarebbe stata impressa sulla Sindone non per contatto, ma per proiezione, al momento della sparizione del corpo di Gesù. Dato che, nei Vangeli, si parla chiaramente di un telo che “avvolgeva” il corpo di Gesù, per superare tale ostacolo si è, con incredibile superficialità, ipotizzato che piante e fiori fossero disposti attorno al corpo di Gesù deposto nel sepolcro, con la parte anteriore della Sindone a ricoprirli, in modo da lasciare un necessario distacco tra il corpo e la Sindone……….senza, peraltro, considerare che l’immagine sindonica, essendo impressa su di un unico telo, non consente alcun distacco utile per detta “proiezione” (v. uno studio effettuato nel 2001 dal Prof. Giulio Fanti e dalla Prof.ssa Emanuela Marinelli dal titolo “Uno studio dell’avvolgimento del corpo anteriore e posteriore basato su informazioni 3D”, richiamato nel mio precedente articolo n. 31).

             Invero, le suddette “fake news”, sembrano, quindi, predisposte a cercare di modificare obbiettive situazioni di fatto (come descritte nei Vangeli), incompatibili con l’ipotesi di un “raggio ultravioletto”.

             Il rilevato silenzio della Chiesa Cattolica di fronte a tali inaccettabili vere e proprie “fake news” potrebbe essere giustificato dalla fin troppo evidente grossolana falsità ed inconsistenza di quanto affermato, senza la benché minima attenzione, da non ritenersi meritevole di alcuna replica; ma il fatto che tali affermazioni, purtroppo, incontrano numerosi seguaci, in parte per ignoranza, ed in altra parte, per la diffusa propensione a credere più a fatti concreti, soprattutto se divulgati da parte di chi gode di un pubblico ed ampio consenso, che per fede, inducono ad augurarsi uno specifico intervento della Chiesa Cattolica per un necessario e definitivo chiarimento: un esplicito e formale disconoscimento di tali “fake news” che, comunque, determinano una inevitabile confusione e disorientamento tra i credenti e che, di fatto, costituisce l’unica residua ipotesi rimasta di formazione dell’immagine sindonica per mezzo di raggi UV, al di fuori di interventi sovrannaturali (che, sia pure assolutamente ormai priva di alcun valido fondamento, continua caparbiamente ad essere, ancora oggi, falsamente divulgata come se fosse avallata dal mondo scientifico), comporterebbe, inoltre, il venir meno, finalmente, di ogni possibile residuo ostacolo all’avvio dell’auspicabile riconoscimento, nella competente sede ecclesiastica, di un intervento sovrannaturale nella formazione dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone di Torino.

            Non va, comunque, sottaciuto che, purtroppo, una qualsiasi soluzione dell’enigma sulla formazione dell’immagine sindonica che riceva il consenso del mondo scientifico non potrà mai essere raggiunta, tanto innumerevoli ed irrisolvibili incongruenze ed incompatibilità sono state rilevate, in un secolo di ricerche, sulle irripetibili e specifiche modalità di attuazione della suddetta immagine (ampiamente, descritte nei precedenti articoli) tanto da far dichiarare espressamente, da parte di numerosi e qualificatissimi esperti, che, se un simile oggetto non esistesse realmente, la sua esistenza sarebbe da qualificarsi davvero “impossibile”, per l’impossibilità di poterli, necessariamente, totalmente e contestualmente risolverli sulla base delle naturali leggi della fisica.

          D’altra parte, per l’impossibilità di una qualsivoglia diversa soluzione, provvede la stessa Chiesa Cattolica per la sua ostinata, esplicita ed immotivata opposizione a riconoscere un intervento sovrannaturale nella stupefacente realizzazione di una simile immagine che, per non essere opera dell’uomo, come concordemente ormai accettato, né il risultato di qualsiasi altro procedimento fisico, chimico, nucleare, ecc., secondo le leggi di natura, non resta altro che attribuibile ad un intervento miracoloso: tanto radicato, quanto davvero incomprensibile, risulta il rifiuto del dono che Nostro Signore Gesù Cristo ha voluto miracolosamente  lasciarci, come “segno” della Sua Passione, Crocifissione, Morte e Resurrezione, che la Chiesa Cattolica, pur di giustificare una sua ulteriore ed indefinibile attesa, ritenendo ancora sempre possibile una soluzione scientificamente valida che risolva l’enigma in questione, con riferimento all’ipotesi del raggio ultravioletto, sia anche, di fatto, disposta, con il suo silenzio, a considerare irrilevante che detta ipotesi si basi su presupposti falsi (preteso avallo da parte del mondo scientifico) ed eretici (ritenendo l’immagine sindonica come “prova” simil-fotografica della Resurrezione di Gesù, abolendo, così, il dogma della Resurrezione).