Dopo essere pervenuti alla constatazione dell’impossibilità di risolvere, su basi scientifiche, l’enigma della formazione dell’immagine sindonica, non resta, per concludere, il discorso, che individuare la causa originaria di tale impossibilità.
Va , preliminarmente, sinteticamente premesso :
-che quanto ivi raffigurato, come ormai concordemente accertato, corrisponde alla narrazione evangelica relativa alla Passione, Crocifissione, Morte e Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, escludendo, comunque, che quanto raffigurato possa ritenersi “prova” di quanto realmente avvenuto;
-che quanto ivi raffigurato non è frutto dell’opera di un falsario medioevale;
-che l’immagine corporea della Sindone si è prodotta per “proiezione” e non per “contatto”, come, invece, le macchie di sangue;
-che l’evento, obbiettivamente, da tutti riconosciuto in necessaria connessione con l’immagine raffigurata sulla Sindone è da identificarsi nella misteriosa sparizione del corpo di Gesù dal sepolcro:
– che tale “sparizione”, per i credenti, è stata determinata da quanto avvenuto con la Resurrezione di Gesù, trasfigurato in corpo glorioso, con modalità che supera le possibilità della nostra immaginazione, secondo quanto chiarito nel Catechismo della Chiesa Cattolica, nei termini ivi indicati che costituiscono un pilastro irrinunziabile di uno dei fondamentali Misteri della fede cattolica;
-che è da tener presente, invece, che tutti gli scienziati che hanno cercato di trovare una scientifica giustificazione a tale “sparizione”, hanno sempre esplicitamente escluso ogni possibile riferimento all’evento “miracoloso” della Resurrezione, cercando di individuare la causa di detta “sparizione” in procedimenti naturali, secondo le leggi della fisica, al di fuori di interventi sovrannaturali.
In tutto ciò, come sopra sinteticamente riportato, con particolare riferimento a quanto, da ultimo affermato, nel senso che il mondo scientifico ha sempre ribadito di respingere ogni ipotesi di interventi soprannaturali, quali causa della “sparizione” del corpo di Gesù, può individuarsi il motivo dell’impossibilità di risolvere, su basi scientifiche, l’enigma della formazione dell’immagine sindonica.
Come di recente ho già fatto presente in un mio precedente articolo, a proposito della delega concessa, da parte della Chiesa Cattolica, al mondo scientifico di ricercare le modalità di formazione dell’immagine sindonica, ribadisco che tale “delega” assume, di fatto, solo valore di vera e propria provocazione: come, infatti, non rendersi conto che ricercare, da parte del mondo scientifico, con inaccettabile insistenza, la prova di ciò che Nostro Signore ha dimostrato, per rispettare la nostra libertà di scelta, di voler sottrarre alla conoscenza dell’uomo, avvolgendolo nel Mistero, esponga il ricercatore ad un sicuro fallimento, da essere ritenuto uno “stolto” (come esplicitamente affermato dallo stesso Papa Giovanni Paolo II che tale delega aveva attribuita agli scienziati nel 1998 ) ?
In altri termini: visto il nesso inscindibile tra l’impressione dell’immagine del corpo di Gesù e la sua “scomparsa”, come mai potrebbe accettarsi, da parte della Chiesa Cattolica, sempre in linea teorica, un qualsiasi risultato scientifico che parta dal rifiuto di riconoscere, come esplicitamente sempre premesso da tutti gli scienziati, che detta “sparizione” sia stata determinata dall’evento miracoloso della Resurrezione di Gesù, così come descritta (e creduta per fede) dal Catechismo della Chiesa Cattolica, sostituita da un qualsiasi altro evento naturale, secondo le leggi della fisica (v., per esempio, l’originaria ipotesi AMA, formulata dai fisici dell’ENEA di Frascati, sul preteso annichilimento del corpo di Gesù, con la contestuale emanazione, dal suo corpo, di un “lampo di luce” UV che avrebbe consentito la proiezione della Sua immagine sul telo sindonico) ?.
Del resto, la prova evidente di tale ulteriore definitiva riflessione, la offre uno dei più noti, apprezzati ed appassionati scienziati, studiosi della Sacra Sindone, il Prof. Giuseppe Baldacchini.
Il Prof. Giuseppe Baldacchini, infatti, inizialmente riaffermando, come scienziato, di tenere al di fuori delle sue ricerche ogni ipotesi di natura sovrannaturale, aveva avanzato la veramente suggestiva ipotesi AMA (incontro, nel sepolcro di Gesù, di materia-antimateria che avrebbe comportato una reazione nucleare, con la smaterializzazione del corpo di Gesù e conseguente esplosione di luce UV che avrebbe consentito la proiezione dell’immagine sindonica). Successivamente, non potendo ignorare il fatto che Gesù, attraversando muri e porte chiuse, fosse apparso a tanti testimoni oculari, addirittura mangiando con i propri discepoli, il Prof. Baldacchini aveva ipotizzato una possibile ricomposizione del corpo di Gesù, al di fuori del sepolcro, ritornando al suo stato precedente, quello, cioè, cadaverico. Di fronte a tale ipotetica situazione, non potendo trovare una soluzione scientificamente valida che potesse ridare vita ad un corpo esanime, con l’indubbia onestà professionale che gli va, comunque, riconosciuta, finiva per ammettere che tale attribuzione poteva essere concessa solo con un intervento sovrannaturale (miracolo), decretando, così, la fine delle sue ricerche. Analoga soluzione veniva, inoltre, condivisa anche dal Prof. Di Lazzaro che, esplicitamente, suggeriva alla Chiesa Cattolica, il ricorso ad un intervento sovrannaturale per la soluzione di un enigma davvero “impossibile”.
Le suddette due esemplificazioni, riferite alle ricerche e relative sperimentazioni condotte, da due noti e stimatissimi fisici, per oltre un decennio presso il centro ENEA di Frascati, mettono in chiara evidenza l’impossibilità, da parte del mondo scientifico che volesse dedicarsi alla ricerca delle modalità nella formazione dell’immagine sindonica, di ignorare l’evento della “sparizione” dal sepolcro del corpo di Gesù e delle sue cause che l’hanno determinata, per l’evidente imprescindibile connessione di tali due eventi, soprattutto con riferimento all’evento “lampo di luce” che, concordemente, si assume prodotto, in detta “sparizione”, necessario per la realizzazione dell’ipotizzata proiezione dell’immagine corporea sul telo sindonico.
Appare, allora, indiscutibilmente chiara ed inevitabile questa conclusione: ferme restando tutte le innumerevoli ed insormontabili incongruenze ed incompatibilità fin qui messe in evidenza sulla suddetta ipotizzata “proiezione”, sta di fatto che, in relazione alla preconcetta ed intransigente preclusione, da parte del mondo scientifico, di fare riferimento al “miracoloso” evento della Resurrezione di Gesù come causa della suddetta “sparizione”, resta inevitabilmente da escludere che la Chiesa Cattolica e tutti i credenti possano accettare una qualsiasi soluzione che comporti il disconoscimento di un fondamentale e basilare elemento del Mistero della Fede, come quello della Resurrezione di Gesù. Deve, pertanto, convenirsi, sull’assoluta impossibilità, con riferimento alle predette considerazioni, di pervenire ad una qualsiasi soluzione che venga indicata dal mondo scientifico sulla base della predetta esclusione, al fine di individuare preventivamente, su basi scientifiche secondo le normali leggi della fisica, la causa della predetta “sparizione” al di fuori di ogni possibile intervento sovrannaturale, anche se, di fatto, impossibile, almeno per la Chiesa Cattolica e tutti i credenti, in quanto, inoltre, in evidente contrasto con la volontà, esplicitamente manifestata da Nostro Signore Gesù Cristo, di non lasciare “prove” della Sua Resurrezione.
In conclusione, con riferimento alle argomentazioni come sopra svolte sulla accertata impossibilità di pervenire alla soluzione, anche con l’ausilio delle ricerche effettuate da valenti scienziati, dell’enigma sulla formazione dell’immagine impressa sulla Sacra Sindone, sulla base delle naturali leggi della fisica, non resta altro che riferirsi, necessariamente, ad un sovrannaturale divino intervento, come ora addirittura suggerito dallo stesso mondo scientifico, riportandomi a quanto, sull’argomento, già più volte fatto presente.