La Prof.ssa Emanuela Marinelli insiste, ancora oggi, sulla formazione dell’immagine sindonica ad opera di raggi UV emanati dal corpo di Gesù al momento della Sua Resurrezione, basata esclusivamente sulla pretesa ”ammissione” di tale evento, da parte dei fisici dell’ENEA, emergente dai risultati raggiunti dagli “esami scientifici” da loro “condotti” per un decennio presso l’ENEA. Da tale tesi ne discenderebbe, poi, sempre secondo la prof.ssa Marinelli che l’immagine sindonica costituisce la prova fotografica della Resurrezione di Gesù.
A parte il macroscopico arbitrario capovolgimento dei suddetti risultati, come, ampiamente dimostrato nei miei precedenti scritti, sta di fatto che la Prof.ssa Marinelli dimentica del tutto che i suddetti “raggi UV” presi in considerazione dai fisici non si riferiscono affatto alla Resurrezione di Gesù (evento miracoloso esplicitamente da loro disconosciuto, in quanto, appunto, scienziati), bensì a raggi UV, ipoteticamente, naturalmente prodottisi nel sepolcro, con riferimento ad un processo nucleare materia-antimateria (denominato AMA) che avrebbe comportato l’annichilimento del corpo di Gesù, trasformandolo in energia.
Basterebbe questa constatazione per rendere assolutamente inaccettabile, in quanto eretica, la suddetta tesi che, in ogni caso, risulta, sulla base dell’assoluta inadeguatezza riscontrata per la soluzione dell’enigma in questione, definitivamente accantonata dagli stessi suoi iniziali autori.
Non può, inoltre, sottacersi che, ringraziando pubblicamente, e per varie volte, il Cardinale Roberto Repole per un Suo intervento, erroneamente interpretato, la Prof.ssa Marinelli ha implicitamente fatto credere ai numerosi suoi lettori che anche la suddetta Eminenza Reverendissima fosse d’accordo con lei, nel condividere l’evidente eresia che l’immagine sindonica costituisse la prova della Resurrezione di Gesù.
Da quanto dettagliatamente illustrato in numerosi scritti dei due fisici dell’ENEA (Proff.ri Giuseppe Baldacchini e Paolo Di Lazzaro) emerge in maniera difficilmente contestabile che, allo stato attuale delle ricerche per risolvere l’enigma della formazione dell’immagine sindonica, nessun risultato è stato mai raggiunto che faccia comprendere come detta immagine si possa essere formata: tutte le ipotesi, sottoposte alle necessarie verifiche, sono state tutte accantonate, ivi compresa quella relativa ai “raggi UV”, sulla quale si sono svolte le sperimentazioni più dettagliate con la conclusione di dichiarare esplicitamente e categoricamente che “i risultati degli esperimenti eseguiti dall’ENEA non costituiscono la prova scientifica che l’impronta corporea della Sindone si è formata tramite luce UV”, con ciò ammettendo incontestabilmente l’impossibilità che l’immagine sindonica si possa essere formata per l’intervento di raggi UV.
Va ribadito che la suddetta conclusione, condivisa da entrambi i fisici dell’ENEA, va riferita ai raggi UV, con riferimento all’ipotesi AMA, presa in considerazione da detti fisici, che è quella dell’annichilimento del corpo di Gesù, al di fuori di qualsiasi intervento soprannaturale, da loro esplicitamente escluso.
Va, inoltre, tenuto ben presente che, come esplicitamente indicato dai suddetti fisici, se è vero che la scienza è impotente a trovare una soluzione scientificamente accettabile, è pur vero che resterebbe sempre percorribile, per la Chiesa Cattolica, una diversa strada, facendo ricorso ad “un lampo di luce UV” di origine soprannaturale che avrebbe potuto miracolosamente emettere Gesù Risorto, soluzione, comunque, al di fuori della competenza degli scienziati.
Resta, pertanto, fuori dubbio che la tesi caparbiamente difesa dalla Prof.ssa Marinelli dei raggi UV come causa dell’immagine sindonica è, ormai, priva di qualsiasi fondamento: d’altra parte, appare poco chiaro a quali raggi UV detta Prof.ssa si riferisca, se, cioè, a quelli indicati dai fisici dell’ENEA, con riferimento all’ipotesi AMA, ovvero ai raggi UV, indicati, sempre dagli stessi fisici, di ipotetica origine soprannaturale, ai quali eventualmente, come sopra già detto, la Chiesa Cattolica avesse voluto fare riferimento, ipotesi, dagli stessi, comunque, mai presa in considerazione. E’ evidente che se il ricorso a raggi UV fosse stato effettuato con riferimento ai secondi, ciò significherebbe piena adesione, da parte della Marinelli, all’ipotesi soprannaturale, dalla stessa, sempre, ostinatamente respinta. Allo stato attuale, pertanto, la tesi della Marinelli, assolutamente priva di qualsiasi benché minimo sostegno, resta solo una semplice ipotesi di nessun valore.
In ogni caso, scartando necessariamente l’ipotesi che la Marinelli avesse voluto fare riferimento a raggi UIV connessi all’annichilimento del corpo di Gesù (AMA), per la riscontrata inidoneità degli stessi da parte dei fisici dell’ENEA che l’hanno definitivamente accantonata, è di tutta evidenza, con riferimento alla seconda ipotesi di natura soprannaturale, come suggerito, in via del tutto “teorica”, dai suddetti fisici dell’ENEA, l’incontestabile irragionevolezza di sostenere che un evento (formazione dell’immagine sindonica), considerato effetto – solo per ipotesi, in assenza della benché minima prova sull’intercorrente necessario nesso di causalità – di un altro precedente miracoloso ed indimostrabile evento (Resurrezione di Gesù), possa costituire “prova” di quest’ultimo.
Spero di aver ampiamente dimostrato l’infondatezza della tesi della Marinelli che, oltre ad essere falsa ed eretica, sembra il frutto di un evidente “pasticcio” nel quale sarebbe incorsa, non so fino a che punto inconsapevolmente, confondendo (sempre parlando di “raggi UV”) quanto sostenuto inizialmente dai fisici dell’ENEA, prescindendo, come scienziati, da ogni intervento soprannaturale, con quanto, invece, dagli stessi suggerito alla Chiesa Cattolica per una possibile soluzione dell’enigma in questione, ricorrendo all’ipotesi di un ”lampo ultravioletto” prodotto miracolosamente da Gesù, soluzione soprannaturale sempre respinta dalla suddetta Prof.ssa Marinelli.
Permane, comunque, la mia incomprensione, pur ribadendo di prendere atto dell’indebita mia interferenza, sulla posizione della Chiesa Cattolica che, di fatto, con il suo silenzio, implicitamente avalla tesi che, per la confusione inevitabilmente prodotta tra i credenti, spinti a credere nella “prova” fotografica della Resurrezione di Gesù in sostituzione del relativo dogma che, purtroppo, qualche dubbio ancora suscita, andrebbero, invece, drasticamente disconosciute, confidando, comunque, in un esplicito ed, ormai, fin troppo evidente inevitabile ravvedimento della loro sostenitrice.
Seguendo l’esempio del Prof. Paolo Di Lazzaro, piace anche a me concludere trascrivendo quanto egregiamente scritto dal compianto Barrie Schwortz, uno dei più grandi , se non il più grande ed appassionato conoscitore della Sacra Sindone che identifica così il profondo messaggio a noi lasciato dal sacro telo: “La Sindone non è lì per rispondere alle nostre domande, ma per porci delle domande. Spesso la gente mi chiede se la Sindone è la prova della Resurrezione, ma la risposta a una domanda di fede non si trova sulla Sindone, piuttosto negli occhi e nel cuore di coloro che la guardano”.
Purtroppo, la Prof.ssa Emanuela Marinelli, dopo aver trascritto integralmente le frasi come sopra riportate, in un suo recente articolo del 19 aprile 2025, ha ritenuto di poterle maldestramente criticare con il seguente malevolo ed irragionevole commento: “Chi dice questo non considera tutti i risultati degli esami scientifici, che – come già detto – hanno dato moltissime risposte ai nostri quesiti. I fisici che hanno condotto gli esperimenti con il laser presso l’ENEA hanno ammesso che dai loro risultati si può pensare alla formazione dell’immagine con una luce come quella che Gesù sprigionò durante la Trasfigurazione. La risposta dunque non può essere negli occhi e nel cuore di chi guarda semplicemente la Sindone senza sapere nulla e può trarre conclusioni sbagliate, ma nella mente di chi si è documentato e conosce le risposte che la Sindone ha dato agli scienziati” (cioè, il nulla eterno).